Post

La catarsi dell’8 marzo e l'eclissi della prevenzione criminologica: basta una mimosa per lavarsi la coscienza?

Immagine
In un panorama social spesso saturo di celebrazioni di facciata, la ricorrenza dell’8 marzo si palesa come un paradosso sociale e criminologico che merita un’analisi severa. Se osserviamo il fenomeno della violenza di genere non come un evento isolato, ma come il culmine di un iter violento e di un pregiudizio radicato, appare evidente come una giornata di festa risulti non solo inopportuna, ma quasi antitetica alla reale tutela della donna. Il punto critico risiede nella natura stessa della celebrazione, che rischia di trasformarsi in una catarsi collettiva annuale, utile solo a silenziare le coscienze prima di tornare alla quotidianità di un odio misogino che è, prima di tutto, un atteggiamento antropologico e culturale. Festeggiare l'8 marzo mentre i dati continuano a registrare una vittima ogni tre giorni significa ignorare che il femminicidio è l’epilogo prevedibile di una serie di comportamenti — stalking, ingiurie, violenza verbale e psicologica — che la società spesso...

Femminicidio: dal sospetto all’omertà. Quando la condivisione della paura diventa obbligo di denuncia.

Immagine
L'analisi dei fenomeni criminali complessi non può prescindere dall'indagine delle dinamiche sociali e dei fattori ambientali che ne favoriscono la genesi e, drammaticamente, la consumazione. In questa prospettiva, l'omertà , intesa non solo come patto di silenzio tra consociati, ma come inerzia collettiva o cecità volontaria di fronte alla devianza manifesta, emerge come un fattore criminogeno di rilevanza strutturale. Il tragico epilogo della vicenda di Pamela Genini si configura come un paradigma disarmante di questa criminologia del silenzio . La giovane vittima è stata assassinata a seguito di una escalation di violenza pregressa che, stando alla cronaca, era notoria a un'ampia cerchia di conoscenti, se non addirittura alle autorità preposte a intervenire. Tale contesto non solleva solamente questioni di natura procedurale o di mala gestio delle segnalazioni, ma investe il fondamento etico-giuridico della responsabilità del terzo nell'intercettazione ...

Il concetto di Genocidio dal punto di vista criminologico: il peso della storia e l'onere del presente

Immagine
Il termine genocidio evoca immediatamente immagini di orrori storici, dibattiti politici e complesse analisi economiche. Tuttavia, per comprendere appieno questo fenomeno, è necessario superare la sua consueta rappresentazione sociopolitica per analizzarlo attraverso una lente diversa, quella criminologica. La criminologia, pur riconoscendo l'influenza di fattori sociali e politici, sposta l'attenzione dalla macro-scala delle nazioni e dei conflitti al comportamento criminale che sta alla base del genocidio. Invece di concentrarsi sulle cause globali o sulle dinamiche di potere, si interroga su come (e perché) specifici individui e gruppi commettono, partecipano o facilitano lo sterminio di un'altra comunità. Dal punto di vista della criminologia, esso si configura come il crimine dei crimini, un atto il cui obiettivo risiede nella totale distruzione di un gruppo, non solo fisicamente, ma nella sua essenza. Il giurista Raphael Lemkin , che coniò il termine nel 19...

Femminicidio e violenza di genere: dal patriarcato alla patologia culturale.

Immagine
L’esperienza patriarcale costituisce quella radice infetta e profonda da cui partire per comprendere l’evoluzione di una patologia culturale il cui proliferare ha condotto e conduce ancora ai molteplici casi di femminicidio cui si assiste quasi quotidianamente. Ad oggi, in Italia, si conta una vittima femminile di omicidio ogni tre giorni. A luglio 2025, 52 sono state le vittime donne di omicidio e, tra queste, 45 sono vittime di femminicidio avvenuto in ambito familiare/affettivo e 45 per mano di un ex partner. Si noti che il totale degli omicidi volontari nello stesso periodo (ricomprendenti vittime maschili) ammonta a 156. Ogni femminicidio, spesso preceduto da condotte anticipatorie dell’evento – tra le quali lo stalking ne rappresenta il precursore più diffuso, unito a condotte violente, fisiche o anche psicologiche – matura la propria essenza nell’ambito familiare o, come in questo caso, in un contesto di relazioni sentimentali non necessariamente stabili, soprattutto dal pun...

Criminologia: nuovo corso per l'anno accademico 2024-2025 presso l'Utea di Asti.

Immagine
  Il 16 ottobre 2024 riprenderà il corso di criminologia dell’Utea. Come sempre, il corso sarà rivolto a tutti, non necessita di pregresse conoscenze in ambito giuridico, sociologico o psicologico, poiché ogni argomento verrà introdotto fornendo le basi per poter giungere, alla fine del corso, ad una autonoma analisi degli argomenti oggetto del programma. La materia si presenta particolarmente interessante, per il risvolto sociale (oltre che giuridico) che si cela dietro alla commissione di un crimine. Tengo a precisare che l’umiltà, il rispetto e la semplicità rappresentano le chiavi utili non solo per spiegare questa materia ma, altresì, per comprenderla. Umiltà , di fronte alla conoscenza, mai sufficiente, della materia; rispetto per gli eventi (crimini contro la persona che possono portare all’evento morte, oggetto di studio) e semplicità nella narrazione che conduce, di fatto, ad un recepimento immediato e diretto. Le lezioni saranno sempre accompagnate da slides –a...